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BONUS CASA

Sconto in fattura: cos’è e come funziona

Al via una nuova modalità per poter usufruire dell’ecobonus del 110%.

Si tratta dello “sconto in fattura” ed è un’alternativa alla detrazione fiscale. 

Questa novità è contenuta nel Decreto Rilancio che di fatto declina in modo più ampio quanto già stabilito nella Legge di Bilancio 2020 nella parte relativa all’ecobonus, vale a dire il bonus fiscale che consente di detrarre dall’Irpef (persone fisiche) e dall’Ires (società, imprese) una parte consistente (il 50 o il 65% a seconda dell’intervento) delle spese destinate ad aumentare l’efficienza energetica degli edifici, “spalmando” il rimborso in 10 o 5 anni.

Ma, in concreto, in che cosa consiste lo “sconto in fattura”?

Lo “sconto in fattura” è una modalità di rimborso che consente di optare per avere uno sconto, di pari importo, applicato direttamente sulla fattura del fornitore invece che per la detrazione fiscale sull’Irpef da “spalmare” in 10 anni o 5 anni prevista dalle diverse tipologie di ecobonus.

In pratica, l’azienda che effettua l’intervento si fa carico di anticipare al cliente, in una volta sola, la somma detraibile dalle imposte e necessaria per coprire le spese dell’intervento edile programmato. 

È importante non confondere lo ”sconto in fattura” con la “cessione del credito”.

Nel caso della ”cessione del credito” – edifici residenziali – lo sconto in fattura potrà essere richiesto solo dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni

Questo vuol dire che la ditta realizza i lavori senza percepire alcun compenso, poiché il richiedente usufruisce dell’agevolazione sotto forma di sconto immediato in fattura dell’importo dovuto. 

La società recupererà poi la somma come credito d’imposta.

I lavori che possono usufruire dello “sconto in fattura” sono: 

  • Ristrutturazioni edilizie (lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali, i lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari); 
  • Efficientamento energetico (lavori di riduzione fabbisogno energetico, miglioramento termico edificio, pannelli solari, sostituzione impianti riscaldamento);
  • Lavori antisismici (sono i lavori che riducono il rischio sismico nelle zone 1, 2 e 3, in base alla classificazione del rischio sismico); 
  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna; 
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici e l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

CESSIONE DEL CREDITO E SCONTO IN FATTURA

Come fare

1

Agli interventi PRIMARI e SECONDARI di può applicare l’opzione della cessione o sconto del credito derivante dall’importo corrispondente alla detrazione.

2

Per l’opzione di cessione o sconto, il contribuente richiede il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione del credito d’imposta

3

Le modalità di comunicazione dell’opzione della cessione o sconto sono comunicati per via telematica all’Agenzie delle Entrate che dovrà, entro 30 gg, definire le modalità applicative.

4

Deve essere presentata ad ENEA una asseverazione di un tecnico sui requisiti e la congruità delle spese sostenute (modalità da definire 30 gg dopo conversione in legge del decreto).

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Cosa fare

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...E PER IL 2023?

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